#libridamangiare, Food lovers edition: Le voci di Petronilla

Cari coinquilini è il momento di una delle rubriche più amate del Civico i “libri da mangiare”.

Oggi la nostra ospite è Elisa, la padrona di casa del bellissimo blog “Il fior di cappero”Elisa è un architetto, si occupa di home relooking (non è un lavoro meraviglioso? 🙂 ), e ama i fornelli, oltre al mare, ai preparativi per le feste, alle spezie, alle contaminazioni culturali, di gusto e di settore, e poi ama finire di leggere un libro pensando già a quale potrà leggere dopo.. insomma è proprio l’ospite perfetta per il Civico, anzi, la coinquilina perfetta! Sono sicura che la farete sentire come fosse a casa sua e che vi innamorerete della sua recensione di le “Voci di Petronilla” (di Roberta Schira e Alessandra De Vizzi,  Salani Editore, 2010), delle sue scorzetta d’arancia, ma anche del suo mondo e del suo blog! Vi lascio alle sue parole..

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“Le voci di Petronilla”, un libro sulla forza delle idee, sulla forza al femminile, sulla volontà, in uno scorcio sul mondo di fine ottocento che, molto spesso, è ancora simile ai giorni nostri…

Lei è Amalia Moretti Foggia, figlia di un farmacista, nata a Mantova nel 1872, con un grande sogno per la sua vita: studiare, informarsi, conoscere per aiutare gli altri. La sua determinatezza, caparbietà, volontà e determinazione la portano a realizzare il suo sogno, laurearsi, diventate medico, una delle prime donne in Italia, una dei 3 pediatri dell’epoca, in tutta Italia.

A questa donna straordinaria, fuori dai tempi, le scrittrici Roberta Schira e Alessandra De Vizzi hanno dedicato questo libro, e tra le pagine, che scorrono vivacemente, ci raccontano la sua vita, la sua famiglia, i suoi studi, come fosse un romanzo.

Dalla farmacia del padre a Mantova ai salotti milanesi più in importanti, Amalia narra in prima persona le sue vicissitudini, che l’hanno vista in prima linea come medico coraggioso.

Amalia è sicuramente nota ad interne generazioni di donne che sono cresciute con i suoi consigli e le sue ricette: ci svela, infatti, che tra il 1929 e 1947, era lei con il nome di dott. Amal, che firmava sulla “Domenica del Corriere” tutti quei consigli e suggerimenti medici (che se fatti da una donna, all’epoca, non sarebbero mai stati presi sul serio!) per i lettori, ed era sempre lei la Petronilla che firmava, nel giornale,  ricette di semplice preparazione.

Una femminista ante-litteram Petronilla, la cui storia si intrecciò con quelle di altre grandi donne, Sibilla Aleramo, Ada Negri, Anna Kuliscioff, e partecipò attivamente alla promozione dell’immagine femminile nella società, in un mondo culturale maschile che riservava loro ruoli marginali.

Il suo segreto, che dobbiamo ancora tutte continuare ad ascoltare, era: “Siate padrone della vostra vita!”, messaggio ancora attualissimo.

“Ora che rileggo i miei scritti e con questa scusa rileggo un po’ la mia vita, credo che tutta sia stata pervasa da questi tre principi: sentire, comprendere e amare. Questi ho applicato nell’esercizio della medicina, a essi mi sono ispirata nella vita matrimoniale e infine nel quotidiano. Sentire le emozioni, i sentimenti, le percezioni dei sensi, comprendere gli altri e me stessa attraverso di loro e senza giudicare, e infine condire tutto con amore. Il segreto della mia vita serena.” 

(Da Le voci di Petronilla)

Una chicca del libro: nella parte finale sono raccolte alcune ricette di cucina e i preziosi consigli di Amalia/Petronilla tratti dai suoi libri e dalla “Domenica del Corriere”: dalla pasta con le vongole al dolce diplomatico, dalla maionese senza uova alle scorzette d’arancio (dolcetto super economico che mandava in visibilio le amiche milanesi e che molte lettrici mi ringraziano di aver insegnato loro) che ho voluto replicare per voi!

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Scorzette d’arancia

 Cosa serve

  • Arance non trattate dalla buccia grossa
  • Zucchero semolato
  • Acqua
  • Cioccolato fondente

Come fare

Taglia la scorza a strisce, o della forma che preferisci, cercando si eliminare la fibra (la pellicina bianca, che potrebbe risultare amarognola) aiutandoti con un pelapatate o un coltellino. A me piace farle anche a fettine per un risultato più “morbido”.

Metti tutte le bucce in una pentola e coprile con acqua.

Metti sul fuoco e porta ad abolizione per 2-3 minuti. Scolale e falle raffreddare, possibilmente, in una ciotola di acqua e ghiaccio. Ripeti questo procedimento per altre 2 volte.

Dopo la fase di bollitura, lascia raffreddare le scorze per circa 2 ore.

Pesa le scorze e metti la stessa quantità di zucchero e di acqua in una pentola (500 g di scorze con 500 g di zucchero e 500 ml di acqua).

Appena lo zucchero si è sciolto unisci le scorze e porta tutto ad ebollizione a fuoco lento, fino a completo assorbimento dello sciroppo, mescolando ogni tanto con un mestolo di legno.

Fai attenzione a non caramellare lo sciroppo, non deve scurirsi, ma solo addensarsi.

La cottura sarà ultimata in circa 60 minuti o, comunque, quando lo sciroppo sarà tutto assorbito dalle scorzette.

Versa il contenuto su un foglio di carta forno e falle raffreddare molto bene.

Ora le scorzette sono pronte.

Puoi renderle più golose immergendole, interamente o in parte, in cioccolato fondente fuso. Puoi conservarle in un barattolo sterilizzato per circa 2 mesi.

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Io ho fatto alcune varianti alla ricetta di Petronilla.

Petronilla non fa la fase di bollitura, ma mette le bucce appena tagliate in una ciotola piena di acqua e le lascia qualche ora in bagno, rinnovando di tanto in tanto l’acqua, poi le distende su un tovagliolo ad asciugare.

Petronilla, nella fase di bollitura, fa sciogliere lo zucchero con pochissima acqua e poi aggiunge le scorze e le fa cucinare fino anche lo zucchero non è tutto sparito. Poi le mette a raffreddare su un piano di marmo, o su un piatto, fino al giorno dopo.

Ma anche Petronilla suggerisce di far sciogliere un “tocco” di cioccolata con un cucchiaino di acqua e intingervi le punte delle scorrette e poi adagiarle su una grigia ad asciugare. “Squisite!” Dice… e ha ragione!

Quanto mi sono costate?” Con il niente che costano le bucce e con quel che costano due etti di zucchero…

(Da Le voci di Petronilla)

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Wow! Che libro fantastico che ci ha presentato Elisa! Così denso di storia, passione e grande determinazione! E le scorzette poi sono meravigliose! Elisa ha scelto la ricetta perfetta sia per il libro che per il periodo Natalizio! Le possiamo preparare come dolcetto sfizioso per queste feste, ma anche per confezionare regalini “do it yourself“, per amici, colleghi e per tutti quelli che aspettano solo un po’ di dolcezza!

Grazie di cuore Elisa per aver condiviso con noi il gusto di “Le voci di Petronilla”!


Civico30©

Foto, ricetta e recensione: il fior di cappero

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